Giulia Carlizzi
SOPRANNOME: Jus, Giuly, Morgan (ma solo sul web!)

DATA DI NASCITA: 3 Aprile 1989 (vietato fare il malocchio a questo giorno!)

ANNO NUOVO, GRUPPO  NUOVO, SPETTACOLO NUOVO...COSA TI ASPETTAVI E COSA HAI TROVATO? Ovviamente mi aspettavo di ritrovare
le solite care cose: tutti noi, quei gran begli uomini e donne, SuperMarioBoss, il copione (da iniziare a leggere rigorosamente dopo fine tempo massimo, verso gennaio/febbraio)… Per non parlare delle trasferte! E sono stata accontentata, tutti in formissima, new entry niente male che spero ci seguano anche i prossimi anni, risate a non finire, duro lavoro, dedizione ma alla fine ce l’abbiamo fatta, contro ogni (mia) previsione!

QUAL’E’ STATO IL MOMENTO/L’OSTACOLO PIU’ DIFFICILE DA SUPERARE? Il fatto che mi sembrava che allo spettacolo ci tenessimo solo in
tre o quattro e che per gli altri fosse un optional. Abbiamo avuto una sola prova
in cui eravamo tutti presenti, persino alla prova generale mancava gente (non se consideriamo Bellusco come prova generale, ma il senso è questo). Ma la nostra specialità sta nel non avere e non dare speranze, e poi stupire tutti… 

COMMENTO PERSONALE SULLO SPETTACOLO:
Il Verbo non si commenta,
si venera e basta. Osanna a Baricco nell’alto dei Cieli!
Okay, no, basta, neutrale.
Eh, lo spettacolo è veramente bello. Sebbene nessuno lo pensasse durante le
prove perché eravamo tutti preoccupati che non si capisse qualcosa, che si
potesse presentare qualche problema a livello di comprensione (anche nostra, effettivamente), ma io ci ho sempre creduto (Sette Giorni torna a perseguitarci)
e infatti i risultati di tutti si sono visti!

DOPO QUESTA ESPERIENZA COS’E’ DIVENTATO IL TEATRO PER TE?
Eh… non è facile dirlo perché è un sentimento abbastanza complicato… però sento che in qualche modo è diventato parte di me, che in un qualche modo avverta la
sua mancanza e la sua presenza senza però averne una vera consapevolezza. Ed è fantastico, per me che comunque sono timida fino all’inverosimile, pensare di trovarmi a proprio agio sul palcoscenico, perché lì ti guardano tutti, non puoi nasconderti in un angolo e sperare che nessuno ti noti, perché sennò non ha senso lavorare tanto. Mi è servito tanto per conoscere meglio me stessa, per toccare con mano i miei limiti e ampliarli. Se penso che tre anni fa ci sono stati quei 34 secondi di silenzio a Serra… E ora c’è sempre l’agitazione ma è diversa, si sale
sul palco e tutto diventa reale, noi abbiamo visto il mare per la prima volta anche se eravamo lontani chilometri e chilometri… Finalmente sono riuscita a domare un po’ la mia emotività e vivo meglio un sacco di altre situazioni.

SCRIVI UN MESSAGGIO PER TE STESSO QUANDO TRA 10 ANNI TORNERAI A LEGGERE QUESTA INTERVISTA: Internet quindi non è ancora scomparso e non è stato sostituito da qualche forma più evoluta di tecnologia? Uhm, rassicurante, ancora di più pensare che ci sarà ancora questo sito! Eh, 10 anni sono tanti… Chissà se hai portato avanti i nostri sogni… Scrivi? Continui a scrivere, vero? Stai sfornando bambini a raffica? Hai ancora il Wall Of Fame in camera? Si saranno aggiunte tantissime cose, premi su premi, forse avrai dovuto prendere un altro armadio perché con tutti quei successi il Makia non ci stava più su una sola anta… Internazionali, probabilmente. Be’, spero davvero che mi renderai orgogliosa di te!